Il bicameralismo che vorrei







Nero o Bianco. Ecco perchè Trump ha vinto contro Hilary



Nero o Bianco. Basta grigio.
Questo, secondo me, è il vero grande messaggio delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d'America, che è arrivato più forte che mai.
La vittoria di Donald Trump non mi fa di certo esultare, non che tifassi Hilary sia chiaro, personalmente avrei preferito che si fossero sparati a vicenda, ma di certo è un fatto che ci dovrà far riflettere su molte cose.
La prima è sicuramente sul significato della sua vittoria. Trump è un conservatore, effettivamente bigotto, che è stato votato dalla maggioranza del popolo americano; in politica si sa che più le campagne elettorali sono duranture e insistenti, più alla fine le persone tendono a votare con la pancia che con la testa.
Si può dire quindi, che Trump non è stato votato perchè sia stato il candidato ideale alla carica di presidente degli stati uniti d'america, ma semplicemente perchè le persone non ne potevano più, della campagna elettorale in primis(basta vedere i dati sul numero dei votanti), e di una candidata, la Clinton, che anche se messa a confronto, promesse elettorali alla mano era la meno peggio, sarebbe stata anche quella che avrebbe assicurato il NON cambiamento, ed è stato questo che ha determinato la vera vittoria di Trump, lui la rottura con le politiche del passato l'ha promessa. Che poi voglia/possa mantenerla solo il tempo lo dirà.

Di certo, la conseguenza più importante per noi italiani ed europei sarà sicuramente la politica estera, questa infatti è uno degli ambiti in cui il presidente USA ha maggiore libertà di muovimento, rispetto ad altri temi dove deve passare anche per il congresso americano.
Qui si potrebbero fare analisi e proiezioni, ma credo che la cosa migliore sia aspettare e vedere cosa accadrà, è difficile prevederlo, in fondo Trump è una persona che fin dall'inizio della campagna elettorale ha dimostrato grande discontinuità nei suoi stessi discorsi.
Questa discontinuità spero che si possa vedere sopratutto sul tema del clima, di certo le dichiarazioni fatte in campagna elettorale contro l'accordo sul clima di Parigi, vista la sua convinzione che il riscaldamento globale sia opera di fanatici, non mi fanno saltare di goia.
Alternative non ne abbiamo, se non sperare che i motori a curvatura di star trek siano presto realtà oltre che fantascienza.
Chi vivrà, vedrà!

Lunga vita e prosperità.

Il Bicameralismo Perfetto Italiano

(Palazzo Madama di Roma, sede del Senato della Repubblica)

Il referendum costituzionale del 4 Dicembre 2016 chiederà agli italiani di modificare l'assetto delle camere dello stato italiano.
Nel dettaglio, questo propone di ridurre il numero dei parlamentari sostituendo tutti i Senatori eletti con i maggiori rappresentati territoriali, quali i governatori italiani e i sindaci delle maggiori città italiane.
Io voterò No, l'ho già detto, ma dato che come mio solito mi piace proporre soluzioni oltre alle critiche( #problemsolving ), ho dovuto divedere questo post in due parti per via della lunghezza, in questa prima parte analizzerò la situazione, nel prossimo fornirò la mia "ricetta".

Quando i padri costituenti fondarono la Repubblica Parlamentare Italiana il 2 giugno del 1946 impostarono il nostro parlamento sul bicameralismo perfetto. Questo di fatto si componeva di due camere con lo scopo che una controllasse l'altra.
Nel 1946 la guerra era appena finita e questa fu una scelta voluta per evitare che si potessero ripetere gli eventi che la crearono, quindi si deconcentrò il potere da un singolo individuo(infatti anche il Re fu esiliato) o istituzione creando una sorta di circolo vizioso di controlli.
Il risultato fu centrato(almeno fino ad oggi, ndr), ma non senza effetti collaterali.
Il primo di questi è la lunghezza burocratica rispetto agli altri paesi. In Italia infatti per approvare una legge di iniziativa parlamentare i tempi sono eterni, servono in media 400 giorni ai deputati e 220 giorni ai senatori, sempre se tutto va bene.
Perchè le camere devono approvare un testo unico per entrambe le parti, se un testo viene approvato dai senatori, e poi modificato dai deputati, questo poi deve ritornare in senato ed essere rivotato, se qui verrà di nuovo modificato ritornerà alla camere e cosi via.
Si tratta di un impasse enorme.
Da qui nasce tutta la discussione che sentiamo da diversi anni a questa parte per modificare la nostra costituzione.
In realtà il problema però, è solo uno specchietto per le allodole.
Vediamo qui sotto un grafico con i dati forniti dal Senato della Repubblica al 2015.




Solo le proposte di legge di iniziativa parlamentare(cioè presentate da un qualsiasi parlamentare di maggioranza o opposizione) hanno dei tempi fuori dal mondo. Le conversioni dei Decreti Legislativi e quelli di iniziativa governativa hanno tempi molto più tollerabili.
Per un decreto legge, sono bastati 15 giorni al senato più i 22 giorni della camera.
Vi chiederete allora il problema dov'è?
Semplicemente non esiste, è solo relativo al punto di vista di chi esprime la critica perchè omette dal dare tutta l'informazione completa.
Possiamo dire che non sia giusto che l'iter per le leggi di iniziativa parlamentare sia cosi lungo, ma questo non può giustificare di certo la priorità che abbiamo dato a questa situazione.


To be continued..



Referendum Costituzionale 4 Dicembre




Il prossimo 4 Dicembre si terrà il referendum costituzionale che andrà a modificare l'assetto dei poteri e delle camere parlamentari dello Stato Italiano.
Sarà una data importante e molto decisiva non solo per la modifica che esso propone, ma perchè rappresenta anche un giudizio, anche se indiretto, sull'operato del governo Renzi.
Io voterò no, ma non solo perchè non credo sull'efficacia di questo governo, ma perchè sono contrario alla modifica proposta e anche al modo in cui si è arrivati a proporla(una modifica costituzionale dovrebbe nascere dall'accordo di tutte le due o tre maggiori rappresentanze politiche).
Il quesito infatti, anche se ha superato i "controlli", viene proposto in maniera fuorviante perchè ad un primo impatto appare ovvio e scontato.

Approvate il testo della legge costituzionale concernente le disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Chiunque leggendolo sarebbe portato a votare si, sarebbe come chiedere: "Cittadino, sei d'accordo che l'acqua si chiami acqua?"
E noi tutti siamo d'accordo che l'acqua si chiama acqua, ma(perchè c'è sempre un MA!) cosa si intende con acqua?
È su questo presupposto che io esprimo il mio voto contrario.

Come tutti anche io credo che vada superato il bicameralismo perfetto, che vada ridotto il numero dei parlamentari, che vadano soppressi gli enti unitili e contenuti i costi.
Ma in maniera diversa, dobbiamo cambiare è vero, ma in meglio, altrimenti che senso ha cambiare?