Volontari si e no #2, l'antincendio boschivo nella provincia di Pistoia

martedì, ottobre 28, 2014 0 Comments A+ A-



Non troppo recentemente ho avuto modo di frequentare il corso base (con tanto di esame finale) di primo soccorso presso la mia Croce Rossa locale; è stato abbastanza formativo e istruttivo: hanno mostrato come si esegue il BLS e hanno spiegato gli aspetti etici e storici, nonché esposto una panoramica delle attività di Croce Rossa Italia nel nostro territorio e non.
Quello che mi ha colpito di più -fino a quel momento infatti non avevo la minima idea della sussistenza del fatto- è stato quando ho scoperto che la Croce Rossa si occupa anche della gestione degli incendi boschivi, cosa che mi ha lasciato di stucco.
Io, infatti, avevo sempre pensato che la gestione degli incendi fosse materia di cui si occupavano solo ed esclusivamente gli agenti del Corpo Forestale dello Stato, soprattutto viste le notizie sul loro numero.
Invece no, non funziona così, a quanto pare il territorio di Pistoia è stato uno dei primi in Italia, da quasi venti anni, a occuparsi anche di questo aspetto.
A quanto ho capito al corso, nella provincia di Pistoia hanno circa 4 agenti che si occupano solo dei rilevamenti o comunque maggiormente della parte legale/giudiziaria, a ragion del fatto che ci sono i volontari ad occuparsene del resto.
È confortante saperlo!

Va bene che come attività, la tutela dell’ambiente, rientri tra quelle menzionate da CRI, ma tra andare a supportare la Forestale, e andare a sostituirla, la differenza è abissale.
Nel primo Caso si fa un’opera buona e di aiuto, anche per il paese, nel secondo caso si crea una situazione deleteria.
All’inizio del mio percorso scolastico(travagliato), alle superiori, io ho fatto, per poco meno di due anni, l’istituto tecnico agrario. Mi ricordo che lì circa un quarto degli studenti si era iscritto con l’intenzione di diventare proprio una guardia forestale... potete solo immaginare la sorpresa, alla conclusione dell’Iter di studio, per chi l’ha portato a termine, della scoperta che sono i volontari gratuiti e non retribuiti a occuparsene!

Ripartiamo dalle imprese

lunedì, ottobre 13, 2014 0 Comments A+ A-


Quando l’ho visto, ho avuto conferma di non essere né visionario né pazzo.
Stavo iniziando a credere di essere io la persona che vive fuori dal mondo, che i miei criteri di riferimento nella vita fossero irreali.
Invece no, lui per me è diventato una stella polare, l’esempio di riferimento per il futuro, il nuovo Olivetti.
Sto parlando di Augusto Marietti, il ceo di Mashape.



Le sue parole sono verità per me, una verità che nessuno qui è mai riuscito a capire.
Cerchiamo di essere sinceri, cosa accadrebbe se io andassi in una qualsiasi PA qui in Italia e chiedessi di mettermi in contatto con un “investitore istituzionale ad alto rischio”?
Io credo che mi risponderebbero: “Io non capile tua ligua!”. Questo perché da noi non esistono.

Ogni anno i vari governi che si susseguono non sanno fare altro che togliere fondi alla ricerca, non capendo però che, senza di essa, domani saremo messi ancora peggio.
Se vogliamo avere un futuro dobbiamo fare ricerca, dobbiamo avere il coraggio di rischiare. Internet stesso è nato come strumento di guerra, proprio perché il settore militare è stato sempre uno dei più prosperi sotto il profilo degli investimenti istituzionali.

La ricetta Augusto c’è l’ha data, ci spiega quali sono i punti da sostenere, e che le banche non sono nate con l’obiettivo di fare investimenti.
Soprattutto però, dobbiamo trovare il coraggio di cambiare idee e mentalità, perché se non partiamo cambiando il nostro modo di pensare, allora saremo sempre fermi.

Muore a 17 anni a Napoli

mercoledì, ottobre 01, 2014 0 Comments A+ A-

Morire a 17 anni. È… strano. Io ne ho 22 e, sinceramente, non riesco a capire bene il senso e il significato di tutto questo. Probabilmente perché un significato non c’è.
È terribile pensare che una persona più giovane di me possa morire così, per una cazzata, perché tale è stata.
Ma fermiamoci, io non sto accusando la povera anima del Carabiniere, che altro non ha fatto se non il suo dovere, quando parlo di cazzata io parlo di #educazioneallalegalità.
Sì, perché tale è! Ho letto e sentito genitori infuriati, incazzati perché il carabiniere ha compiuto un atto di omicidio. NO!
Lui ha fatto solo il suo dovere.
Se vogliamo trovare un colpevole, allora io punto il dito contro l’educazione impartita dai genitori che hanno rivoltato la città contro tutti i Carabinieri.

"Il semplice accettare il fatto che «Io sono responsabile di qualsiasi cosa sono» è l’inizio della consapevolezza. Inizi...
Posted by Voglia d'Innovazione on Venerdì 22 gennaio 2016

Anni fa lavoravo (aiutavo diciamo) nell’albergo di mio padre come cameriere in sala; era primavera e, come ogni primavera si lavorava quasi esclusivamente con le scolaresche in visita a Firenze/Pisa che venivano a dormire a #MontecatiniTerme per la posizione strategica.
Un giorno arrivò un gruppo da Napoli o provincia, non ricordo bene, facevano un casino tale che non si riusciva quasi a parlare. Gli studenti andavano avanti e indietro dalle stanze mentre noi servivamo la cena-  A un certo punto mi incrociò per sbaglio un ragazzo di circa 15/16 anni. Alzandosi dal tavolo si scontrò con me, fortunatamente senza fare danni (avevo i piatti in mano). Lui commentò soltanto: “Scusa, siamo napoletani.” La cosa finì lì.

Ha proprio ragione Roberta Bruzzone, quando in una intervista le viene posta la domanda:
“Davide e la reazione della città di Napoli che se la prende con le Forze dell’Ordine. Tutto normale?”
lei risponde:
“Non c’è niente di normale... parliamo di un ragazzino, siamo di fronte a una tragedia, e non credo possa essere imputata ad altro.” - Roberta Bruzzone.