Muore a 17 anni a Napoli

mercoledì, ottobre 01, 2014 0 Comments A+ A-

Morire a 17 anni. È… strano. Io ne ho 22 e, sinceramente, non riesco a capire bene il senso e il significato di tutto questo. Probabilmente perché un significato non c’è.
È terribile pensare che una persona più giovane di me possa morire così, per una cazzata, perché tale è stata.
Ma fermiamoci, io non sto accusando la povera anima del Carabiniere, che altro non ha fatto se non il suo dovere, quando parlo di cazzata io parlo di #educazioneallalegalità.
Sì, perché tale è! Ho letto e sentito genitori infuriati, incazzati perché il carabiniere ha compiuto un atto di omicidio. NO!
Lui ha fatto solo il suo dovere.
Se vogliamo trovare un colpevole, allora io punto il dito contro l’educazione impartita dai genitori che hanno rivoltato la città contro tutti i Carabinieri.

"Il semplice accettare il fatto che «Io sono responsabile di qualsiasi cosa sono» è l’inizio della consapevolezza. Inizi...
Posted by Voglia d'Innovazione on Venerdì 22 gennaio 2016

Anni fa lavoravo (aiutavo diciamo) nell’albergo di mio padre come cameriere in sala; era primavera e, come ogni primavera si lavorava quasi esclusivamente con le scolaresche in visita a Firenze/Pisa che venivano a dormire a #MontecatiniTerme per la posizione strategica.
Un giorno arrivò un gruppo da Napoli o provincia, non ricordo bene, facevano un casino tale che non si riusciva quasi a parlare. Gli studenti andavano avanti e indietro dalle stanze mentre noi servivamo la cena-  A un certo punto mi incrociò per sbaglio un ragazzo di circa 15/16 anni. Alzandosi dal tavolo si scontrò con me, fortunatamente senza fare danni (avevo i piatti in mano). Lui commentò soltanto: “Scusa, siamo napoletani.” La cosa finì lì.

Ha proprio ragione Roberta Bruzzone, quando in una intervista le viene posta la domanda:
“Davide e la reazione della città di Napoli che se la prende con le Forze dell’Ordine. Tutto normale?”
lei risponde:
“Non c’è niente di normale... parliamo di un ragazzino, siamo di fronte a una tragedia, e non credo possa essere imputata ad altro.” - Roberta Bruzzone.