Si legge libertà ma si scrive schiavitù

mercoledì, novembre 26, 2014 0 Comments A+ A-



Quando parliamo di imprese e lavoro ci vengono in mente sempre dei “luoghi comuni”, come può essere la storia di Silvio Berlusconi, o dei “Padroni” del sindacalista Landini.
Questo, negli ultimi mesi, sta riscoprendo una nuova gloria grazie alla battaglia contro Renzi o, più generalmente, contro i “padroni”.
Ora io mi chiedo:

Non voglio prendere le difese di Berlusconi, lui è stato quello che è stato, un capitolo ridicolo dell’Italia, ma è mai possibile che quello che acquista consensi sia il sindacalista che non sa difendere altri che i metalmeccanici?
Sì, perché se voi avete avuto modo di ascoltare Landini saltuariamente nelle interviste, sembra che nel mondo del lavoro non esistano altri impieghi oltre a quello del povero metalmeccanico disgraziato.

Il grande problema dei sindacati è la cecità in cui si trovano: non riescono ad adeguarsi ai tempi, finendo per paralizzare un Paese dietro delle posizioni obsolete.
Una rappresentazione del sindacalismo in Italia la fa un PERFETTO Maurizio Crozza.


Ed è qui che volevo arrivare. Ci sarà mai qualcuno che si occuperà anche dei professionisti con partita IVA, costretti a mettersi in proprio per poter sopravvivere?
Quanto ci metteremo a capire che anche la titolare della piccola bottega sotto casa soffre degli stessi problemi del lavoratore dipendente?

La verità è che gli italiani sono schiavi delle proprie posizioni, che, con la scusa dell’ideologia, vengono mantenute, anche quando tutto il contesto cambia.
Ci ostiniamo a dire che questa sia libertà, ma in un paese che non va avanti, in realtà significa essere schiavi di sé stessi.

Il segreto di Italia

mercoledì, novembre 19, 2014 0 Comments A+ A-



Esce domani, 20 novembre 2014, il film, apertamente contestato, di Antonello Belluco, "Il segreto di Italia".
Brevemente, la storia narra quello che viene definito come l'eccidio di Codevigo a opera dei partigiani nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale.
Come annunciato, questo film è stato apertamente contestato dall'ANPI (associazione nazionale partigiani italiani), e da alcuni giornali di sinistra apertamente schierati.
Chiaramente a sua volta è stato difeso a spada tratta (oltre che dal suo regista) da alcuni degli esponenti di destra, come l'On. Giorgia Meloni che ha dichiarato:



Adesso, è ovvio che non ci si possa meravigliare se le stesse parti in causa si sentono "insultate" dalla condotta o dall'atteggiamento degli avversari. Ma, obiettivamente, tre anni per la produzione di un film come questo, e la messa in visione solo in un paio di cinema (stiamo parlando di cinema di rilievo, non nn del proiettorino del circolo ARCI) in Italia (Roma e Padova), dovrebbe lasciare dei dubbi anche al più accanito socialista.
Quindi, non si può fare altro che applaudire e sostenere il coraggio del regista, per superare tutte le avversità che a dovuto affrontare.

L’unica cosa che però non riesco veramente a capire è il motivo per cui non siano state scelte altre forme per la vendita del film, oltre alla distribuzione nei cinema (che può essere boicottata), e alla vendita dei dvd (che richiede qualcuno che investa). Perché non hanno provato a distribuire il film via internet?
Ormai esistono anche delle note e diffuse piattaforme, come può essere Google Play Film, o simili, che permettono di potersi gustare tranquillamente il proprio film in streaming senza dover spendere o investire nulla. Senza contare poi sulla presenza delle paytv…
Di queste soluzioni nessun dice nulla, e io sinceramente non lo capisco.

Volontari si e no #3, il mio invito in CRI

lunedì, novembre 10, 2014 0 Comments A+ A-



Essere cittadini attivi significa conoscere il proprio territorio, operare per esso, ed essere parte consapevole e partecipe della vita sociale nel tessuto della propria comunità.
Una definizione complicata, ma studiata per attirare la tua attenzione, lettore, e invitarti a far parte della CRI.
Un paio di post fa ho parlato bene ma, sopratutto, male, del volontariato in Italia. Questo però non significa che si possa fare di tutta l’erba un fascio.

Il mio invito nasce da uno stimolo preciso, tutti noi, infatti, abbiamo una vita fatta di legami più o meno forti con le persone che ci stanno accanto, chi più chi meno.
Immagina se un giorno ti capitasse di trovarti accanto a una persona che all’improvviso si sentisse male, tanto da dover chiamare il 118. E se vedendola ti rendessi conto che si tratta di una persona che conosci?
Sapere come comportarsi in questi casi è di fondamentale importanza, per questo vorrei invitare te, lettore, a diventare un cittadino attivo.

Esistono diversi modi per essere cittadini attivi; non so bene per quale motivo, ma io sono stato attirato dalla CRI, forse per l’internazionalità del simbolo o, più probabilmente, perché la divisa è figa... va detto! È per questo che voglio invitarti a diventare socio.
Scoprirai che i campi in cui è attiva sono veramente tanti, che può essere una bella esperienza, fatta di competenza (molta) ed entusiasmo.
Ti aspetto.