10 Piccoli aspiranti Presidenti

mercoledì, gennaio 28, 2015 0 Comments A+ A-



Dopo la #maratonaquirinarie di Mentana su la7, gli speciali di SkyTg24, le puntate di Porta a Porta, e chi più ne ha più ne metta, della elezione del presidente dello stato non se ne può più sentir parlare, però, ahime, ci tocca, dunque sarò breve.

​Le votazioni ancora non sono iniziate ma già qualche nome inizia a venir fuori, personalmente mi piace l'onorevole Martino Antonio(qui una simpatica intervista) ma dubito che verrà eletto, molto probabilmente sarà Mattarella, un democristiano a salire al trono di spade.

Per il momento sappiamo solo che qualche nome inizia a togliersi dalla lista, a cominciar dall'onorevole Lorenza Carlassare, proposta nella rosa dei 5stelle che si è ritirata spontaneamente, questo mi porta alla mente una macabra filastrocca molto famosa, e non escludo che la vicenda non possa finir cosi.

Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione, solo nove ne restar.
Nove poveri negretti fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato, otto soli ne restar.
Otto poveri negretti se ne vanno a passeggiar:
uno, ahimè,è rimasto indietro, solo sette ne restar.
Sette poveri negretti legna andarono a spaccar:
un di lor s'infranse a mezzo, e sei soli ne restar.
I sei poveri negretti giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar.
Cinque poveri negretti un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale quattro soli ne restar.
Quattro poveri negretti salpan verso l'alto mar:
uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar.
I tre poveri negretti allo zoo vollero andar:
uno l'orso ne abbrancò, e due soli ne restar.
I due poveri negretti stanno al sole per un po':
un si fuse come cera e uno solo ne restò.
Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò:
a un pino s'impiccò, e nessuno ne restò."
Tratto da "10 Piccoli Indiani" di Agatha Christie.

Siamo sempre li

giovedì, gennaio 15, 2015 0 Comments A+ A-



Si è concluso il semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europa, un turno che ci capita una volta ogni, poco più, di 10 anni circa (2014 < 2003). Il vantaggio della Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea è quello di poter organizzare le riunioni del Consiglio che è l’effettivo organo legislativo all’interno della UE. Ma cosa abbiamo portato a casa questa volta? Quasi nulla, se non il costo, che spetta al paese di turno, pari a 68 milioni di euro (preventivati) al semestre italiano. Ma non finisce qui, infatti, quest’anno abbiamo avuto oltre al danno anche la beffa! Benchè ci sia Renzi come Presidente del Consiglio, che non avrebbe comunque cambiato il risultato finale, il semestre è capitato durante il rinnovo del Consiglio Europeo, che ha comportato l’insediamento dello stesso Consiglio ad oltre metà del semestre, rendendo quindi i primi mesi solo una perdita di tempo. Secondo Renzi, avremmo cambiato l’Europa, ci sarebbe stata la grande svolta verso un’unione più vicina ai cittadini e meno alle politiche tedesche, ma non è stato cosi.


È ovvio che le aspettative sul semestre italiano fossero oltre modo smisurate: quando si arriva al proprio turno, ogni Paese vorrebbe rivoluzionare l’Europa, ed ogni volta ciò non capita mai. Ma portare avanti dei progetti è possibile; una delle questioni più rilevanti è stata sicuramente l’applicabilità del “made in”, uno dei punti che sta rendendo impossibile la vita delle imprese produttive italiane; ma non ci abbiamo nemmeno provato.
Da eurocritico lasciatemi dire una cosa: con l’Europa noi italiani abbiamo un problema. Quando l’Italia è entrata in Europa abbiamo avuto, tra le tante cose, un accesso al credito (prestiti, mutui) molto più economico che in passato, accettando in cambio delle “condizioni” economiche sfavorevoli (quote latte, un mercato unico ma con diverse regolamentazioni, e simili). Peccato, però, che l’Italia sia un Paese di risparmiatori e non di investitori; semplicemente non abbiamo sfruttato i punti di forza e ci siamo fatti azzoppare dalle limitazioni. Il problema non è l’Europa ma siamo noi stessi, siamo un Paese masochista.

Auguri

giovedì, gennaio 01, 2015 0 Comments A+ A-




Auguro a tutti voi un felice e fruttuoso 2015!!! Dicono che sarà l'anno della ripresa!



Auguriamo a tutti voi un felice e fruttuoso 2015!!! Buon anno!http://blog.vogliadinnovazione.it/2015/01/auguridibuonefeste.html
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