Il Bicameralismo Perfetto Italiano

mercoledì, ottobre 19, 2016 0 Comments A+ A-

(Palazzo Madama di Roma, sede del Senato della Repubblica)

Il referendum costituzionale del 4 Dicembre 2016 chiederà agli italiani di modificare l'assetto delle camere dello stato italiano.
Nel dettaglio, questo propone di ridurre il numero dei parlamentari sostituendo tutti i Senatori eletti con i maggiori rappresentati territoriali, quali i governatori italiani e i sindaci delle maggiori città italiane.
Io voterò No, l'ho già detto, ma dato che come mio solito mi piace proporre soluzioni oltre alle critiche( #problemsolving ), ho dovuto divedere questo post in due parti per via della lunghezza, in questa prima parte analizzerò la situazione, nel prossimo fornirò la mia "ricetta".

Quando i padri costituenti fondarono la Repubblica Parlamentare Italiana il 2 giugno del 1946 impostarono il nostro parlamento sul bicameralismo perfetto. Questo di fatto si componeva di due camere con lo scopo che una controllasse l'altra.
Nel 1946 la guerra era appena finita e questa fu una scelta voluta per evitare che si potessero ripetere gli eventi che la crearono, quindi si deconcentrò il potere da un singolo individuo(infatti anche il Re fu esiliato) o istituzione creando una sorta di circolo vizioso di controlli.
Il risultato fu centrato(almeno fino ad oggi, ndr), ma non senza effetti collaterali.
Il primo di questi è la lunghezza burocratica rispetto agli altri paesi. In Italia infatti per approvare una legge di iniziativa parlamentare i tempi sono eterni, servono in media 400 giorni ai deputati e 220 giorni ai senatori, sempre se tutto va bene.
Perchè le camere devono approvare un testo unico per entrambe le parti, se un testo viene approvato dai senatori, e poi modificato dai deputati, questo poi deve ritornare in senato ed essere rivotato, se qui verrà di nuovo modificato ritornerà alla camere e cosi via.
Si tratta di un impasse enorme.
Da qui nasce tutta la discussione che sentiamo da diversi anni a questa parte per modificare la nostra costituzione.
In realtà il problema però, è solo uno specchietto per le allodole.
Vediamo qui sotto un grafico con i dati forniti dal Senato della Repubblica al 2015.




Solo le proposte di legge di iniziativa parlamentare(cioè presentate da un qualsiasi parlamentare di maggioranza o opposizione) hanno dei tempi fuori dal mondo. Le conversioni dei Decreti Legislativi e quelli di iniziativa governativa hanno tempi molto più tollerabili.
Per un decreto legge, sono bastati 15 giorni al senato più i 22 giorni della camera.
Vi chiederete allora il problema dov'è?
Semplicemente non esiste, è solo relativo al punto di vista di chi esprime la critica perchè omette dal dare tutta l'informazione completa.
Possiamo dire che non sia giusto che l'iter per le leggi di iniziativa parlamentare sia cosi lungo, ma questo non può giustificare di certo la priorità che abbiamo dato a questa situazione.


To be continued..